Salita al Colovrat

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Salita al Colovrat

La Salita al Colovrat o Kolovrat fa da confine tra Italia (comune di Drenchia) e Slovenia (comuni di Tolmin e Kobarid). Il termine Kolovrat, trae sicuramente origine etimologica dallo sloveno (kolo=ruota e vrata=porta), tanto da dimostrare che è sempre stata “porta” di confine tra due aree geografiche. Ci si arriva dalle Valli del Natisone, oppure, dalla parte slovena, da Tolmin o Livek. Si può parcheggiare l’autovettura presso il passo Solarie. Qui si trova anche un ottimo rifugio dove programmare una sosta eno-gastronomica per un assaggio delle prelibatezze delle Valli.

Il percorso proposto

Il percorso, ricalca il sentiero della pace (Pot Miru) ed è molto ben segnalato. Il panorama è veramente a 360 gradi, a sud sulle Valli del Natisone, a ovest verso il Monte Matajur, a nord sul Monte Nero, sul Mrzli Vrh, sull’Isonzo nella piana di Tolmino ed a Est verso l’altopiano della Bainsizza. La stagione autunnale regala dei colori meravigliosi ed è forse la più indicata per un’escursione. Partiti con una nebbia che saliva dalla Valle dell’Isonzo, il sole poi, nel corso della mattinata, ha avuto la meglio.



Rommel e la disfatta di Caporetto

Durante la Grande Guerra, sulla cima del Colovrat, era dislocata la terza linea dell’esercito italiano. Nei giorni della disfatta di Caporetto (24 ottobre 1917 e seguenti), le truppe austro-germaniche, attraversarono le linee e, con un capolavoro tattico, riuscirono a conquistare la cima fortemente presidiata.

Prima di tutto riuscirono ad impossessarsi della cima ad est, quota 1114 Monte Poclabuz Na Gradu e poi in rapida successione, del Trinski Vrh (monte Piatto mt 1138) e  Nachnoi (mt. 1193). L’avanzata, in un paio di giorni di battaglia, proseguì poi fino al Monte Matajur, tagliando letteralmente in due le linee italiane e provocando la famigerata ecatombe da parte italiana. La catena del Colovrat venne, di fatto, conquistata dal sottotenente Erwin Rommel, allora venticinquenne, a capo di uno sparuto contingente di fucilieri e truppe d’assalto.



Museo all’aperto

Il sentiero attraversa tutti questi luoghi e numerose sono le tabelle esplicative, in più lingue , che narrano i fatti. Sul Podclabuz Na Gradu gli amici sloveni hanno portato a termine un lavoro grandioso di recupero. Sono state ripristinate le trincee, i camminamenti, le gallerie presidiate dagli italiani, dislocate su più piani, le postazioni di vedetta. Tutto in maniera davvero encomiabile. Sembra veramente di essere dentro la storia, sentire ancora la vita di quei momenti così travagliati e tragici.

Nel sito europeana 1914-1918 è possibile fare una ricerca specifica, per trovare foto storiche scattate durante il conflitto.


Ultima parte

Si percorre anche parte del Sentiero della memoria. A fianco della traccia, sono dislocate delle piccole lapidi con incise le parole di poeti o perfetti sconosciuti, che combatterono su fronti opposti. Ungaretti, Krauss, Gadda e tanti altri. La camminata prosegue lungo il crinale per poi scendere verso il bivacco Zanuso e da lì, attraverso un bellissimo sentiero tra gli abeti, per ritornare al punto di partenza ovvero al passo Solarie.


Distanza totale: 7318 m
Altitudine massima: 1192 m
Altitudine minima: 934 m
Totale salita: 468 m
Total time: 02:20:50
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