Percorsi in bicicletta tra Collio, Carso ed Isonzo… sui luoghi della Grande Guerra nella provincia di Gorizia…
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Salita Monte Matajur Versante sud

Salita al Monte Matajur

Tempo Lettura: 4 min

La Salita al Monte Matajur é una delle escursioni relativamente più comode e facilmente fattibili dalla pianura friulana. Di fatto è la prima montagna che si erge, con la sua inconfondibile forma conica è riconoscibile da ogni parte del Friuli. D’inverno è innevata nella sua sommità, ma è sempre possibile una escursione, anche di mezza giornata, se proprio serve con ciaspole ai piedi. La cosa più semplice e naturale è lasciare l’autovettura nei pressi del rifugio Pelizzo (m. 1350) nell’ampio parcheggio lungo la strada. Il rifugio è aperto da Pasqua a novembre. La nostra meta fa bella mostra di sé e si staglia su di un mare d’erba o di neve a seconda delle stagioni.


Percorso

Il percorso proposto è un interessante anello che inizia poco sotto l’osservatorio. Oggi è un bellissimo sabato pomeriggio di febbraio. La temperatura in quota è di 5 gradi. Non c’è vento e al sole si sta che è un piacere. Si parte attraversando una meravigliosa faggeta, su tracce di neve … Il silenzio è a dir poco paradisiaco, finalmente di nuovo montagna… Si sale gradatamente, guadagnando quota piano piano.. Ci sono dei tratti più a nord, non baciati dal sole; ahimè mi accorgo troppo tardi che sotte le foglie si cela una “infingarda” lastra di ghiaccio.. E’ un attimo e volo a terra, a pelle di leopardo. Impreco la madonna e la compagnia dei santi accompagnatori. Una botta micidiale al fianco. Fortunatamente l’airbag naturale del mio lato b, attutisce però abbastanza degnamente il colpo.. Mi aiuto con i bastoncini e sono di nuovo in piedi…

Fonte Sorgente Skrila

Arrivo in breve alla fonte Skrila dove mi abbevero con l’acqua ghiacciata che sgorga dal rubinetto. E’ talmente fredda che se mangiavo un ghiacciolo al suo posto, sarebbe stato sicuramente molto meglio. Visto che ci sono, approfitto per mangiare un mandarino che tenevo in tasca… E’ la sorgente del torrente Alberone che verso Ponte San Quirino si immette nel Natisone. Riprendo la salita, tra la neve e poi su un sentiero che diventa carrareccia (è il CAI 736 che sale da Livek Luico) per ritornare nuovamente sentiero attraverso roccette. Lungo il crinale est arrivo in breve sulla cima del Matajur.



Panorama dalla Cima

La vista dalla cima del Monte Matajur (m. 1650) è a 360 gradi e si apre come un volo di condor fino al mare Adriatico. Alboino salì fin quassù (anche se si dice, che la stessa cosa sia successa sul Monte Nanos). A sud tutta la pianura che degrada verso il mare. Ad ovest i Musi e più lontano le Alpi Carniche. A nord ovest le Prealpi Giulie ed il Gruppo del Canin, maestoso ed innevato. Più verso nord, la lunga catena dello Stol, il Mangart e più lontano il Triglav (Tricorno). Ad est il Monte Nero, il Monte Rosso e il Vrh nad Peski sopra Kobarid (Caporetto). Faccio una breve sosta per rifoncillarmi nella chiesetta del Cristo Redentore. D’inverno il CAI sistema qua dentro il libro di vetta, dove appongo la mia firma con l’immancabile gruppo CAI ai PIE’ di vecchia memoria.



Rommel

Qualche secolo più tardi, un altro condottiero arrivò fin quassù. Era il 26 ottobre 1917. Partendo da Volce e passando per il Colovrat, Erwin Rommel dopo due giorni dall’inizio della Battaglia di Caporetto, conquista la vetta, espugnando il caposaldo difensivo del Regio Esercito Italiano. La disfatta italiana era compiuta. Largo all’invasione austro-germanica fino al Piave, che si dimostrò, fortunatamente, limite invalicabile alle orde teutoniche.


La discesa

La discesa avviene per il sentiero CAI 725 che non è proprio una “passeggiata”, specie d’inverno, con la neve. Ma tant’è, si può scegliere anche di scendere direttamente al Pelizzo per la direttissima o passando per il Rifugio sloveno Dom na Matajure (m.1554) aperto tutti i fine settimana da primavera ad autunno inoltrato.

Il versante nord del Matajur è quello sicuramente più aspro. Essendo all’ombra. d’inverno va affrontato con estrema cautela e prudenza specie in discesa… Neanche a dirlo, un paio di ulteriori ruzzoloni li ho fatti anch’io… Dopo mezz’ora di discesa si raggiungono le malghe di Mersino. Bellissimo balcone sulla pianura e sulle Prealpi Giulie. Giornata di superlavoro per le racchette. C’era un bel pò di neve e ghiaccio ieri, anche se ho trovato il segno dei pneumatici di una mountain bike arrivata fin quassù… Temerario e bravo… Anch’io fino ad una ventina d’anni fa ci venivo spesso con la mia inseparabile Kastle ora rottamata!!!


il Gruppo del Monte Canin dal Monte Matajur

Si supera Mersinska Planina e oltre il costone ovest si ritorna sul lato sud della salita al Monte Matajur. Taglio tutta la montagna, con il sentiero tra erba secca e con gli scarponcini che, in molti tratti, affondano nel fango. Provvidenziali le racchette per salvarmi da parecchi scivoloni. Arrivo in breve, di nuovo , al Rifugio Pelizzo che in febbraio è però chiuso. Mi pulisco, meglio che posso, le scarpe dal fango e rimonto in auto. La salita al Monte Matajur dopo tanti tanti anni che non facevo, mi ha regalato davvero ottime sensazioni. Ancor più d’inverno, merita non c’è ombra di dubbio…Anche se la primavera resta, a mio avviso, la stagione migliore, specie per ammirare la rigogliosa e variegata fioritura di erbe spontanee… In ogni caso BUONA CAMMINATA!!


Percorso ad Anello dal Pelizzo, per Sorgente Skrila, Chiesetta del Redentore, Malghe di Mersino e Rifugio Pelizzo

Total distance: 5873 m
Max elevation: 1643 m
Total climbing: 426 m
Total time: 01:48:31
Download file: MatajurAnello.gpx

Salita al Monte Matajur diretta dal Pelizzo

Total distance: 3045 m
Max elevation: 1640 m
Total climbing: 353 m
Total time: 01:18:00
Download file: MatajurDiretta.gpx

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