Le acque color smeraldo dell'Isonzo

Alta Valle dell’Isonzo in Bicicletta

Tempo Lettura: 3 min

L’Alta Valle dell’Isonzo in Bicicletta è un’esperienza fantastica, imperdibile e rilassante. E’ così vicino casa, che sarebbe da ripetere quasi ogni settimana, specie se il clima in pianura è torrido come in questo mese di giugno.

La cascata Virje

Lasciamo l’auto a Bovec, ma volendo e, forse ancor meglio, sarebbe fermarsi un pò prima, diciamo al bivio per Čezsoča, dove c’è un bel parcheggio, appena prima del ponte sull’Isonzo. Il giro da Bovec, per iniziare, prevede una salita abbastanza tosta. Prima tappa, Slap Virje (La cascata Virje creata dal torrente Gljun). Si lascia la bici (in realtà si potrebbe anche proseguire con le due ruote) per scendere alla cascata, su di un sentiero ben battuto. Il posto è davvero magico. Si poteva azzardare un tuffo nell’acqua gelida, ma optiamo di fermarci al “piedi a mollo” per qualche diecina di secondi…

Tempo per una pausa rigenerante e si risale il sentiero e di nuovo in sella. Optiamo di non ripetere il percorso d’andata (sarebbe troppo strong quella salita che prima era una discesa che da Plužna scende a capofitto). Costeggiamo un bacino artificiale del torrente Gljun (Ribogojnica) e ci tuffiamo dentro il bosco, dove la carrareccia diventa presto sentiero abbastanza impervio. Qualche punto lo facciamo con bicicletta a mano, per poi finalmente congiungersi di nuovo ad una strada. Attraversiamo il Golf di Bovec e ci reimmettiamo nella statale che da Kobarid sale verso Bovec.

La cascata Boka

In discesa dopo un ponte, superiamo alcuni massi e seguiamo le indicazioni per il sentiero per la Cascata di Boka. Lucchettiamo le bici e proseguiamo a piedi fino al primo belvedere. La cascata è un pò distante, ma il rumore è fragoroso e l’ambiente davvero selvaggio. Il salto che fa l’acqua è davvero impressionante. Dieci minuti per qualche foto e si riscende per andarci a bagnare nelle acque del Rio Boka. La mia borraccia vuota viene riempita dall’acqua pulita che scorre tra i sassi. Non possono esserci fonti di inquinamento sopra di noi… Decido di berla come farebbe un animale qualsiasi…


Ritorniamo sulla strada e scendiamo ed al primo bivio prendiamo in direzione Čezsoča. Superiamo l’Isonzo per la prima volta e lo costeggiamo a lungo, rilassandoci nell’ombra, in una strada davvero super soft. A fianco solo il Soča – Isonzo che “trascina a valle” tanti canoisti e rafter. Ma quanti sono? Immersi nel verde di prati appena tagliati, giungiamo a Čezsoča dove decidiamo di fermarci per pranzare. Troviamo un posto invitante presso la Gostišče Vančar dove ci rifocilliamo lucullianamente spendendo piuttosto poco per la qualità e quantità delle portate. Esperienza da ripetere quando si è nei paraggi.

Čezsoča

Ben pasciuti, si rimonta in sella, direzione Nord. Inizia forse la parte più bella del percorso. Costeggiando l’Isonzo per un bel pò di chilometri, tra ponti sospesi, forre, canyon, l’acqua verde smeraldo. E’ un vero paradiso, non ci sono parole per descrivere a pieno tanta bellezza. La Natura selvaggia ed incontrastata. Siamo nel Parco Nazionale del Triglav. L’Isonzo qui è da vivere in una esperienza extra sensoriale…


Distanza totale: 34138 m
Altitudine massima: 547 m
Altitudine minima: 339 m
Totale salita: 1053 m
Total time: 03:00:49
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Il suono dell’Isonzo

Sculture in legno

Sulla strada troviamo a destra una serie di sculture in legno. Ci fermiamo e salutiamo il padrone-custode. E’ un signore tedesco che ci saluta in un buon italiano e scambia qualche parola con noi. Ha risistemato una vecchia casa in legno, riadattandola in parte, a cappella votiva. Tutto in ricordo degli uomini che, in questi luoghi, sono passati di qua, durante la Prima Guerra Mondiale. Un’opera davvero emozionante. Leggiamo i pensieri dei soldati, ora scolpiti nel legno a futura memoria. Ci piange il cuore sapere che migliaia di persone hanno perso la vita, per una guerra tanto assurda, qui, in questo angolo meraviglioso. Dopo cent’anni la Natura ha cicatrizzato tutta la follia umana, ridiventando padrona di quello che è sempre e solo suo… Siamo ospiti idioti, di passaggio, per nulla riconoscenti… Una “preghiera atea” e rimettiamo le nostre chiappe di nuovo sulle due ruote…

La confluenza con la Val Lepena

Direzione Val Lepena… Dove, a dire il vero, arriviamo abbastanza velocemente, sempre accarezzando le acque dell’Alta Valle dell’Isonzo in bicicletta. Alla confluenza tra Rio Lepena e Isonzo c’è un’ampia area dove è possibile fare il bagno nelle acque gelate e ritemprarsi. Questo è forse il luogo più spettacolare anche se molto frequentato nei fine settimana. Ci sono anche dei campeggi nelle vicinanze, che attirano turisti da tutta Europa. Ci riposiamo un pò e poi ritorniamo indietro sulla strada già fatta.


Ma siccome “non siamo capre”, decidiamo di non ripetere completamente il percorso d’andata… La sete di conoscere nuovi posti ci porta ad oltrepassare un ponte per proseguire sulla destra orografica dell’Isonzo. Il PD counter di Roberto va in tilt, le radici degli alberi nel sentiero rendono impossibile il tragitto in sella… Ma nulla ci scoraggia, bici in spalla e spazio alla creatività bestemmiatoria … Puntiamo ad un ponticello per ripassare sull’altra sponda ma lo troviamo chiuso (aiutoooo e mò che si fa?) … seguiamo alcuni camminatori tedeschi che ci guardano straniti… Da qualche parte ci porteranno io penso? Infatti dopo una buona diecina di minuti di imprecazioni, saltiamo fuori nel campeggio Koritnica… Fatta!!!

Chiudiamo quindi il percorso e in breve siamo di nuovo a Bovec… Sabato davvero ben speso, l’Isonzo ci ha regalato un’esperienza davvero indimenticabile piena di emozioni , anche fuori programma !!!

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