Vista sul mare di Portorose

Parenzana e Valle della Dragonja

Era un bel po’ di tempo che si parlava di Parenzana, ovvero della ferrovia Trieste-Buie-Parenzo ora riadattata a pista ciclabile. Sabato di buon mattino, la decisione è presa. Si decide di  lasciare la macchina prima di Koper, nel paesino di Bertoki e si monta  in sella.


Oltrepassiamo un cavalcavia sopra l’autostrada slovena e inizia subito la ciclabile contraddistinta dal contrassegno D-8 su sfondo blu, che ci guiderà per una trentina di kilometri del nostro percorso. Costeggiamo l’autostrada per tre kilometri con alla nostra destra,  l’area umida della riserva naturale Cornalunga. Notiamo subito che siamo in ottima compagnia. Ci sono tantissime persone che corrono, che vanno con i pattini e come noi in bicicletta. Altri che passeggiano, famiglie con bambini. Se il buon giorno si vede dal mattino… Ripassiamo sotto la strada principale e sempre su ciclabile oltrepassiamo un po’ di rotonde. Gli automobilisti hanno rispetto per le due ruote e questo è estremamente confortante.


Entriamo nel quartiere Olmo di Koper / Capodistria e costeggiando il Canale di Semedela, sempre su ottima ciclabile, ci portiamo verso il mare. Ha inizio un tratto costiero che fino a qualche anno fa era sede stradale a due corsie. Ora invece è chiuso al traffico ed è un vero spettacolo. Sono quattro kilometri, di lungomare dedicati allo sport, al tempo libero, al relax, al mare in tutti le sue caratteristiche. E’ una vera favola. Arriviamo a Isola e attraversiamo i quartieri di Lonzano. Dove comincia dolce la salita sul percorso della vecchia ferrovia a scartamento ridotto costruita dagli Austriaci nei primi anni del Novecento. Come testimonianze rimangono ancora un paio di gallerie perfettamente intatte. Illuminate e freschissime. E’ stupendo sentirsi parte di un flusso continuo di amanti dell’aria aperta. Prendiamo come riferimento un signore che in bici da corsa, davanti a noi, sembra già conoscere ogni curva.


Parenzana – Porečanka

Dopo una discesa emozionante che ci consente di  ammirare in lontananza la chiesa di Pirano, appolaiata sul suo promontorio arriviamo a Strugnano / Strunjan. Si ricomincia a salire un poco e dopo una galleria ci si ritrova sulle pendici che dominano Portorose. Una discesa e in breve  siamo sul porto. Il tempo è meraviglioso. Per essere nel mese di aprile fa caldo, ma in bicicletta è davvero il non plus ultra.

Sbagliamo strada ma un signore ci dice “Porečanka?”.. “Sì” gli rispondiamo. Ci dice di attraversare il camping. Ed è ancora un tratto a dir poco stupendo.  La voglia di un tuffo nel mare blu è davvero fortissima, l’acqua però è ancora piuttosto gelida e desistiamo. Sempre su lungomare arriviamo all’imbocco del canale di San Bartolomeo che ci porterà alle Saline di Sicciole.


Iniziamo a incrociare dei podisti con pettorali numerati. Man mano si fanno più frequenti. C’è una mezza maratona in corso che percorre una buona parte del nostro tragitto. Oltrepassiamo la Riserva Naturale di Sicciole ed il centro visite. E puntiamo verso il paesino di Sicciole dove c’è anche un punto di ristoro per i maratoneti.

Sganciamo il caschetto e ci “trasformiamo” in podisti. Beviamo un po’ di te e scrocchiamo qualche pezzo di banana e un po’ di marmellata. Siamo a 27 km dalla partenza. Ora che fare? Tornare indietro, proseguire attraversando il confine sloveno-croato oppure? Si, chiaramente optiamo per la terza via..

Valle del Dragonja

Ovvero decidiamo di esplorare la Valle del torrente Dragonja. Dopo il paesino omonimo, inizia la strada bianca che ci accompagnerà per circa 13 kilometri. Il fondo è abbastanza buono, qualche buca da evitare ma tutto sommato niente di trascendentale. E’ un luogo piuttosto solitario e abbastanza incontaminato. Qualche casa e le uniche persone che vediamo, sono dei contadini impegnati nel lavoro di aratura e semina. Il sole picchia. Ci supera qualche autovettura che alza un bel po’ di polvere ed il pDCounter impazzisce. Dopo una diecina di kilometri arriviamo a Škrline dove c’è una cascata. Sosta d’obbligo per bagnarsi un po’ e rinfrescarsi. Ci voleva… 


Ancora un altro paio di kilometri e finalmente ritroviamo l’asfalto e per ultimo una breve ma impegnativa salita che ci porta a Babici. Il panorama da quassù è molto bello e spazia su tutte le colline di Capodistria fino al mare. Inizia una discesa emozionante, dove Roberto dà indubbiamente il massimo. Lo vedo affiancare una serie di motorini e a 60 km/h mette la freccia e li supera. “il solito Pazzo” penso tra me e me. Fino a Capodistria sempre su ciclabile, rilassante. Ora capiamo come anche gli amici sloveni ci abbiano superato anche in questo. Arriviamo a Koper e negli ultimi quattro km ripercorriamo il tragitto di andata.


Il giro è veramente stato estremamente interessante, vario e appagante. Anche se un po’ stanchi, siamo veramente felici di aver scoperto, un angolo di mondo così favoloso e relativamente vicino casa.


Punti di riferimento Itinerario
Km.Descrizione
0Parcheggio Chiesa di Bertoki / Bertocchi
4,2Capodistria / Koper – Olmo
5,3Inizio strada Lungomare
9,8Isola / Izola
12,8Jagodje
16,3Strugnano / Strunjan
18,4Portorose
21,8Canale di San Bortolomeo
23,6Riserva Naturale Saline di Sicciole
26,1Sicciole
30,2Dragonja / Dragogna
44,6Babici
46,3Lago di Vanganel 
55,5Punto di partenza

Distanza totale: 55548 m
Altitudine massima: 198 m
Altitudine minima: -13 m
Totale salita: 1348 m
Tempo totale: 05:33:00
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2 commenti su “Parenzana e Valle della Dragonja”