Percorsi in bicicletta tra Collio, Carso ed Isonzo… sui luoghi della Grande Guerra nella provincia di Gorizia…
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La Senaide di Cesare Quadri

La Senaide di Cesare Quadri

Tempo Lettura: 4 min

La Senaide di Cesare Quadri. Lo scorso martedì sento suonare il campanello di casa. Ore 11.30. Mi affaccio al balcone e noto il postino al cancello. Aiuto!! L’ennesima busta verde, con qualche multa o peggio… Gli chiedo “C’è da firmare ?”; “Sì, una raccomandata” e mi sorride. Tra me e me, noto con piacere che il colore della missiva non è di quelli “pericolosi”. Saluto e giro il plico. C’è l’indirizzo della mia cuginetta Ester… Tiro un sospiro di sommo sollievo! E’ primavera e nel cielo sfrecciano le rondini e le fronde del ciliegio sono in fiore! Nulla da temere quest’oggi.

Apro la busta e mi coglie la sorpresa. C’è un libro con una copertina strana. Ci sono dei disegni, abbozzati, che ricordano tanto… Sì, i graffiti / affreschi che ancora si scorgono, ad uno sguardo attento, sulle pareti della cantina di “casa vecja”. Cesare Quadri. Noooo… Siiiiii… Che figata. Lo zio Cesarino ha scritto un libro. Mi spiego meglio, lo zio aveva un libro nel cassetto che si teneva stretto, assieme ad altri manoscritti e diari. Ci ha lasciati quasi vent’anni fa, un giorno di fine ottobre. E ora eccolo rivivere, con le sue vignette e la sua opera scritta in metrica, in sestine da lui composte quand’era ancora ventenne e studiava all’Università di Siena. Erano gli anni bui, tra il 1941-1943, anni di guerra, il fascismo stava, fortunatamente, per implodere, l’Italia era annientata dentro fino alle ossa del secondo conflitto mondiale. Mio zio, di lì a poco, sarebbe partito anche lui militare e dopo l’8 settembre 1943, fatto prigioniero dai tedeschi e portato in campo di prigionia prima vicino Vienna e poi in Germania.

Il libro è scritto in metrica e composto da sette canti. Bello l’incipit dove l’autore chiarisce subito che non è Calliope ad ispirarlo (vuole distanziarsi subito da Omero e Dante) bensì Marte in persona, il dio della guerra. Perché è di guerra che si parla. E come poteva essere diversamente, quando mio zio sentiva, nell’aria che respirava che di null’altro si parlava. Narra le vicende di conflitti medioevali tra Siena, Firenze e Pisa. I luoghi sono le città di Castellina in Chianti, Gaiole, Colle Valdelsa e tutta la Valdarno. Ma sia ben chiaro sin da subito che…

Canto i massacri, l’orgie e le congiure,
gli stupri, le violenze, gli assassini,
canto la dura guerra e le avventure,
tra Senesi, Pisani e Fiorentini,
canto frati, donnacce, traditori,
villani, mercanti e traditori

Ecco dischiuderci un mondo a noi sconosciuto, dove tutto questo si mischia e si confonde, prende corpo, sangue e vita. Dove gli spiriti più alti vengono sopraffatti dalle bassezze quotidiane, dai vizi, dai tradimenti, dalle fughe amorose mai tanto epiche. Perché ciò che regola quel mondo, sono sempre le stesse cose che ancora oggi, nemmeno tanto segretamente, lo muovono. I soldi, il sesso, l’avidità umana.

L’autore si diverte a prendere in giro un poco tutti, specie quelli più convinti di aver sempre ragione. E quei cavalieri che partono per la guerra certi della vittoria, che poi ritornano a casa con la coda tra le gambe al loro letto, come fa un gatto quatto quatto. E’ un libro che va giù tutto d’un fiato, succoso, sempre divertente e ironico.

La Senaide di Cesare Quadri
La Senaide di Cesare Quadri

Ogni sestina è così pregna di vita e colore. Le vicende che si susseguono, sono spesso in veste tragicomica. Credo che Villaggio e De Andrè, quando scrissero “Carlo Martello ritorna dalla Battaglia di Poiters”, ebbero ad ispirarsi “inconsciamente” a “La Senaide”. Sì perché il titolo è proprio questo … “La Senaide”, un po’ come fosse un Eneide senese, di Siena il luogo natale di Cesare Quadri, l’autore, mio zio.

E’ difficile non pensare al contesto di censura che aleggiava negli anni in cui lo zio scrisse “La Senaide”. Tante, troppe, sono le allusioni, nel libro, ai luoghi e alle guerre che gli italiani dovevano sorbirsi a causa delle manie di grandezze del Duce. Abissinia, Volga, Germania… Alla bellissima Baciasole che si trasforma nella strega Zelmina. Alla sposa bruttissima Fiordirosa da cui Franco de Rossi scappa. E’ tutto un mondo in movimento, con continui colpi di scena. L’autore ci porta dentro la storia con leggerezza e quel sarcasmo sopraffino che era il suo sottofondo vitale nonché marchio di fabbrica. Tra le righe si intuisce la critica a quella belligeranza fascista che non avrebbe condotto a nulla se non a milioni di giovani vite spezzate ai loro affetti più cari. Ed ecco che i due contendenti si sfidano con lancio di patate. E il povero cornuto fiorentino Duca de Brienne, è costretto a girare con il pitale conficcato in testa, perché niuno riesce a toglierlo. Il pitale è quasi l’elemento centrale che unisce un po’ tutti i protagonisti, ed appare nelle forme più svariate e spassose. E’ un mondo toscano dove volano parolacce colorite e ci si prende in giro su tutto. Tra grandi bevute ed abbuffate. Lo stile in metrica è a ottimi livelli sebbene l’autore con fare auto canzonatorio riporta che l’opera è purgata (poco) e corretta (male). In realtà è scritta talmente bene che me la sono letta già un paio di volte, per assaporarmi la rima mai scontata e il gioco di parole ricercate.

La Senaide di Cesare Quadri
La Senaide di Cesare Quadri

Un libro insomma che si fa leggere, diverte, fa sorridere e pensare. Per noi che abbiamo avuto fortuna di conoscere l’autore, è una parte di lui che vive con noi che lo leggiamo, il suo spirito leggero che non muore e mai potrà morire. Si capisce, quanto grande è la potenza della carta scritta, delle sue parole rievocative. Personalmente, una sorpresa emozionante che ancora mi commuove. La parola e i suoi bozzetti come un novello Hieronymus Bosch, ci portano per mano e ci fanno davvero compagnia in un mondo che lui ha creato e che era il suo mondo e che non è tanto diverso da come appare ai nostri occhi.

Il libro è pubblicato da KC Edizioni di Genova. Non è ancora a catalogo, ma presto lo sarà. Non perdetevelo!!!

Colgo l’occasione per segnalare una recensione del libro fatta dalla dottoressa Maria Luisa Bressani, a cui vanno i miei complimenti e ringraziamenti per aver saputo cogliere tanti aspetti che mi erano sfuggiti …

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