Percorsi in bicicletta tra Collio, Carso ed Isonzo… sui luoghi della Grande Guerra nella provincia di Gorizia…

Nova Gorica Gorizia – Capitale europea della cultura 2025

Tempo Lettura: 6 min

Riporto di seguito il Manifesto costitutivo dell’evento

Go! Borderless

Visione artistica

“Date un’occhiata alla ripresa aerea di quest’area. Dov’è questo confine di cui tutti parlano? Dov’è questa cortina di ferro, questo doloroso taglio che separa e limita i movimenti e la vita delle persone su entrambi i lati? Non si vedono ostacoli fisici, non c’è nessuna chiara linea di demarcazione. Le due città appaiono come un’unica realtà urbana con case, strade e aree verdi con il fiume Isonzo che scorre al loro fianco. Eppure, un confine c’è. In realtà più di uno.”


“La visione di GO! borderless è quella di creare uno spazio urbano in cui viviamo insieme in due città che a tutti noi appaiono come una sola. Vogliamo portare la consapevolezza che siamo e siamo sempre stati al centro dell’Europa, nonostante la sensazione di essere alla periferia di entrambi gli stati e che tutti si siano semplicemente dimenticati di noi.”

“Coltiviamo le nostre culture con cura e perfino gelosia, condividendo allo stesso tempo le stesse storie e valori comuni europei. Dopo che il confine di stato tra la Slovenia e l’Italia è stato abolito, ci sono ancora due grandi ostacoli, due gruppi di confini che vogliamo elaborare attraverso il nostro concetto:

La nostra storia

Operiamo con due diverse serie di miti. Entrambe le parti rivendichiamo l'”esclusività del dolore” nella convinzione che i nostri ricordi siano quelli giusti.

La nostra lingua

Tuttora non parliamo abbastanza bene la lingua dell’altro per comunicare e comprendere i nostri vicini.

Se Nova Gorica Gorizia – Capitale europea della cultura 2025 prenderà veramente vita, ci conosceremo e ci capiremo meglio, capiremo meglio i nostri punti di vista e quelli degli altri, inoltre guariremo ricordi diversi per aiutarli a convivere

Quando GO! borderless prenderà veramente vita, diventeremo almeno passivamente bilingui. Se tutti parlassero nella propria lingua e potessero essere compresi dal loro interlocutore, non ci sarebbe alcuna sensazione che una lingua sia più importante dell’altra, come spesso accade oggigiorno, quando la maggior parte degli sloveni parla italiano ma non viceversa.

Nel momento che Nova Gorica Gorizia – Capitale europea della cultura 2025 prenderà veramente vita, vivremo in una città che si estende su due stati e che unisce il meglio dei due mondi per rendere il tutto più della semplice somma delle due parti.

Se GO! borderless prenderà veramente vita, potremo guardarci intorno, smettere di sentirci come la periferia dell’Europa e iniziare a costruire un luogo più vivace e più internazionale, promuovendo e sostenendo l’innovazione e l’ambizione che aiutano a superare l’emarginazione economica della nostra area.

Se Nova Gorica Gorizia – Capitale europea della cultura 2025 prenderà veramente vita, andremo da Borizia (un gioco di parole studentesco tra la noia inglese – “boring” e “Gorizia”) a una nuova atmosfera in cui opportunità e cittadinanza attiva sostituiranno la mentalità della comfort zone, della mancanza di uno scopo e di ambizione, così tipica per entrambe le città.”

Programma artistico
«La struttura del programma è stata concepita come un cerchio. I tre elementi fondanti emergono dall’EPICentro. GO! Share, GO! Europe e GO! Green sono i nostri »konfini”. La parola »konfin« nel dialetto costiero deriva dalla parola italiana »confine« e significa non solo la linea di demarcazione tra i due paesi, ma anche e soprattutto la pietra di confine. I temi principali per i nostri confini emergono dalla nostra realtà, compresi i ricordi del passato e le visioni per il futuro.«

La conurbazione europea e ruolo dei GECT
“Come cittadini delle due Gorizie negli ultimi anni abbiamo viaggiato in tutta Europa e abbiamo ospitato dozzine di ospiti internazionali. Abbiamo raccontato le nostre storie ancora e ancora.
Abbiamo parlato della nostra storia comune. Noi, sloveni e italiani. Abbiamo raccontato che importanti vittorie nei libri di storia italiani sono spesso descritte come vergognose sconfitte nei libri sloveni e viceversa.

Abbiamo raccontato la storia del famigerato cimitero di Miren.

“Avete mai visto un cimitero diviso da un confine di stato?” abbiamo chiesto molte volte e mostrato le foto assurde di un recinto di filo spinato che attraversa le tombe e si appoggia sulle lapidi. Gran parte dei nostri interlocutori scuotevano la testa increduli. Tutti però annuivano con entusiasmo quando ascoltavano storie su come si siano sviluppate autentiche amicizie tra gli abitanti delle due città, quella vecchia e quella nuova. Questa è una storia veramente europea, direbbero, una narrazione, che si scrive da sola. Ma indovinate un po’. Non è così. La storia non si scrive da sola. La nostra storia potrà pur essere unica e avvincente e merita sicuramente di essere raccontata e ascoltata, ma non è l’unica. Non è abbastanza.

Perché non è il passato ciò che vogliamo noi sloveni e italiani, noi europei. Noi vogliamo il futuro.

Abbiamo deciso di evidenziare 4 importanti temi europei:

Diamo un’opportunità ai meccanismi europei

“In un’atmosfera di sfiducia crescente nei confronti delle istituzioni dell’UE, all’ombra della Brexit e la crescente popolarità dei movimenti politici populisti euroscettici, vorremmo sottolineare il valore e i vantaggi dei meccanismi legali e finanziari europei. Il nostro gruppo europeo di cooperazione territoriale, il GECT GO, è riuscito a investire dieci milioni di euro in progetti condivisi, dimostrando che è possibile portare la collaborazione transfrontaliera a un livello completamente nuovo. Nova Gorica Gorizia – Capitale europea della cultura 2025 ha scelto il GECT come piattaforma per creare un nuovo esempio di buone pratiche. Sì, certamente si tratta di burocrazia europea. Per la quale ci vogliono anni, usa troppe parole e fogli Excel. Può far piangere persino un uomo adulto. Tuttavia, è pur sempre molto meglio di una tomba con il filo spinato.”

Attenzione alle minoranze

“Vogliamo aiutare la minoranza slovena, ma anche tutti noi cittadini di GO a uscire dalle trappole della lingua e delle ideologie e dalla prigione del passato. Vogliamo porre fine all’esistenza schizofrenica dell’essere una “minoranza” nel paese di nascita ed essere uno “straniero” nel presunto paese “di origine”. Se la minoranza slovena sarà in grado di vivere ugualmente bene a Milano e a Lubiana, forse quello sarà il giorno in cui tutti potremo realizzare l’ideale del pluralismo linguistico e culturale europeo. Naturalmente non dobbiamo dimenticare le migrazioni e le minoranze moderne.”

Azione locale per cambiamenti globali

“Un’altra famigerata fotografia storica mostra un cortile e una stalla nella regione del Collio con una mucca in piedi con due zampe oltre il confine disegnato a terra con il gesso bianco. È così facile dire che sospenderai l’accordo di Schengen se stai tenendo un discorso a Roma o Lubiana. Ma se sei su quel confine, come lo è la mucca e lo siamo noi, la prospettiva è completamente diversa. Siamo sempre stati leggermente più avanti degli altri e siamo riusciti a mantenere il confine più aperto e morbido tra l’Europa orientale e occidentale, perché le persone si guardavano negli occhi. Riteniamo che la collaborazione locale sia una risorsa importante per il futuro dell’Unione europea.”

Creare nuove sinergie urbane

“Come molte città europee di piccole e medie dimensioni, anche GO sta affrontando un lento, ma persistente declino demografico ed economico. Dobbiamo affrontare due sfide. Gorizia deve ridefinire e ristabilire il suo centro storico, tra cui via Rastello che era la mecca dello shopping e il centro dell’intera economia lungo il confine, mentre oggi è soltanto una fila di negozi chiusi e edifici abbandonati. Nova Gorica deve rivalutare la sua tradizione modernista di una città pianificata, di un’utopia socialista. E se la città vecchia ha negozi vuoti, quella nuova ha edifici industriali vuoti. Con GO! 2025 vogliamo esplorare il possibile futuro delle città europee attraverso due modelli:

Partecipazione

Siamo pienamente consapevoli, il modello top-down su cui si basa Nova Gorica oggi non funziona più. La CEC è un’opportunità unica per avviare fruttuosi processi di partecipazione allo sviluppo urbano.

Miglioramenti culturali

I modelli classici di miglioramento aziendale si stanno dimostrando una risposta insufficiente ai dilemmi urbani delle città moderne. Con Nova Gorica Gorizia – Capitale europea della cultura 2025, vogliamo esplorare il modello delle aree di miglioramento della cultura e sviluppare attività e luoghi culturali, nonché negozi, ristoranti e altri elementi di un’offerta urbana tradizionale.”

Il nostro motto è

🇸🇮 Spoštujmo preteklost, nasmehnimo se prihodnosti!

🇮🇹 Rispettiamo il passato. Sorridiamo al futuro!

🇪🇺 Respecting the past, smiling to the future!

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