Percorsi in bicicletta tra Collio, Carso ed Isonzo… sui luoghi della Grande Guerra nella provincia di Gorizia…
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Escursione Val Alba

Escursione Val Alba

Tempo Lettura: 4 min

Era impossibile non ritornarci a breve, troppo bella l’escursione in Val Alba di un mesetto fa. L’avevo promesso a Roberto e così, di buona lena siamo a Moggio Udinese già alle 8.00. Macchiato in bar del centro del paese, salita lungo la Val Aupa e poi deviazione per Pradis e Riserva Naturale della Val Alba. Zaini affardellati in spalla (il fratellone con paglia e carta di giornale, alla Giovanni Busacca de La Grande Guerra) e alle 8.20 si parte. Al parcheggio ci raggiungono due signore simpatiche e chiaccherone di San Vito al Tagliamento, con le quali per un bel pò facciamo “elastico”. Hanno un passo indemoniato, noi invece siamo in modalità diesel.

Escursione in Val Alba

Dopo un pò le superiamo, mettiamo la freccia e ci addentriamo nella faggeta. All’ombra si cammina che è un piacere. Non è un caso che i Veneziani venissero fin quassù ad approvvigionarsi del legname per i remi delle loro navi mercantili. Ma lo stesso nome Vualt dovrebbe riportare al tedesco Wald (selva, bosco). Attraversiamo una prima volta il Rio Alba. Notiamo una bella pozza d’acqua che, magari al ritorno, potrebbe essere un luogo stupendo per una sosta rigenerante. Vorrei fare il giro orario e puntare al Rifugio Vualt. A Roberto invece ispira il Bivacco Bianchi. Quest’oggi ha la meglio l’anzianità e così optiamo per la seconda soluzione. Il fratellone è in forma e con il suo passo costante, si guadagna quota con regolarità. Arriviamo alla cengia e dietro di noi, vediamo salire uno con la mountain bike. Ma che ci fa con la due ruote?

La cengia della Madonnina

In realtà torna indietro quasi subito dopo la cengia, è qui solo per un breve video della discesa… Beato lui, anche un pò incosciente però, giovinezza… Arriviamo al Bianchi e si chiacchera un pò con un gruppetto di escursionisti. Mi riscatto dalla magra figura fatta sullo Zermula e, al più anziano / sapientino della compagnia, dico che quello è il Monte Crostis e non il Pisimoni che invece si intravvede appena dietro. Uno a Uno e palla al centro 🙂 .

Siamo indecisi sul da farsi. La giornata è splendida anche se fa abbastanza caldo. Decidiamo di arrivare fino alla sella e poi si vede. Il sentiero si inerpica tra mughi e rododendri, erica e fiori di montagna. Il panorama si apre su tutta la Val Aupa. Optiamo per proseguire il giro, benchè il Rifugio Vualt venga segnato a 3 ore e mezza di strada. Percorriamo in discesa il sentiero 425, la alta Via Cai di Moggio. L’escursione è piacevole e arriviamo in breve ai resti della casermetta dove, la volta scorsa, avevo preso la traccia che scendeva.



Punto panoramico

Stavolta optiamo invece per continuare il sentiero e, dopo aver riguadagnato quota (circa 100-150 metri di dislivello), ci fermiamo in un punto estremamente panoramico sulla Val Alba. Ci sono dei resti di una casermetta della Prima Guerra Mondiale, una galleria che trapassa la montagna, con vista sul vallone strapiombante. Ci sono due panchine dove parlottiamo con altri due escursionisti di Cividale e Premariacco. Uno dei due è un esperto ornitologo e ci narra della avifauna che si incontra in zona. Ci dice che al mattino presto, quassù ci sono i galli forcelli e più in alto verso il Chiavals anche le pernici. Gli crediamo sulla parola. Restiamo impressionati dal vedere il sentiero che abbiamo appena percorso. Non ci siam resi conto di quanto fosse a strapiombo e ripido. Chissà, forse lo scherzo della prospettiva, certo l’ambiente che abbiamo attraversato è di una bellezza selvaggia e piuttosto rara e anche impressionante. A destra la Grauzaria ed il Sernio, imperiosi e dominanti.

Ci congediamo dai due escursionisti (saliti dalla Val Aupa per la forcella della Pecora) e decidiamo di scendere. Tra un mugheto infinito e ginestre con un giallo smagliante, incrociamo una coppia più in là con gli anni. La signora è ferma e Roberto le passa accanto. La signora lo blocca e gli dice di stare attento a dove mette i piedi. Il fratellone pensa subito ad una vipera o ad una biscia. Invece no… Due ciocche di stelle alpine, hanno rischiato seriamente di finire sotto le zampe 44 del Bruder. Che bellezza, non mi era mai capitato di vederne così tante in un metro quadrato. Le immortaliamo, salutiamo i due signori che ci dicono, siano diretti al Bivacco Bianchi. Non li invidiamo, considerato che sono le 12.30 e fa piuttosto caldo, già in discesa, immaginiamoci in salita, sotto il sole cocente.

Le stelle alpine

I mughi lasciano lo spazio agli ontani prima e ai faggi poi. Finalmente un pò di ombra. Il sentiero di discesa è stupendo, gran parte su foglie e terra, e la pendenza è davvero rilassante. I maggiociondoli ravvivano i boschi, con i loro grappoli gialli in fiore. Arriviamo alla caserma ospedale sotto il Vualt e tagliamo per sentiero, in un bosco di pini neri. Ci rinfreschiamo un pò nelle dolci acque del Rio Alba e poi di nuovo a “palla” nella faggeta. Le gambe sono stanche ma pensiamo alla pozza che abbiamo visto stamattina. Dopo una diecina di minuti sentiamo la cascatella, ma visione orripilante, troviamo il luogo già presidiato da tre naturisti (una donna e due anzianotti signori). Aiuto, ma come si fa a essere tanto deficienti. Voglio dire, proprio qua devi metterti in costume adamitico, lungo un sentiero percorso da famigliole la domenica pomeriggio? Non ci sono sassi a portata di mano (lapidarli sarebbe stata la cosa sostanzialmente più logica), decidiamo di non ragionar di lor, ma guardar (anzi no che è meglio) e passar (e anche piuttosto velocemente)… Ripercorriamo un breve tratto del sentiero dell’andata e in breve siamo di nuovo in auto.

Anche questa escursione in Val Alba, mi ha regalato delle stupende sensazioni; è un posto davvero magnifico e incantato, selvaggio e autentico. Mi sa che ci tornerò ancora, e molto volentieri, mi sono affezionato a questi posti. Buine Mont a duc !!


Total distance: 12992 m
Max elevation: 1928 m
Total climbing: 1293 m
Total time: 05:34:25
Download file: anello val alba.gpx

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