la forra della Tolminka

Javorca e Gole di Tolmino

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Sabato dedicato alla mountain bike, alla scoperta di un angolo di mondo vicino Tolmino, mai esplorato in vita mia tra la chiesa commemorativa di Javorca e Gole di Tolmino.

Punto di partenza reale e ideale Volče, nel parcheggio di Labrca, un centro all’avanguardia che offre la possibilità di organizzare gite di ogni genere, hiking, rafting, canyoning, canoa, mountain bike, e anche un buon ristorante dove ci si può fermare, come abbiamo fatto noi. Qui le truppe austro – tedesche, la mattina del 24 ottobre 1917, guadarono l’Isonzo ed ebbe inizio la capitolazione di Caporetto. Noi invece si sale in bici e di buona lena, si inizia a mulinare sui pedali.


Javorca

Oltrepassiamo Tolmin per seguire le indicazioni Javorca e Tolminska Korita. Si entra nella parte più meridionale del Parco Nazionale del Triglav. Si oltrepassa Zatolmin e si inizia a salire in modo abbastanza deciso. Ci attendono tre km di salita e altri quattro in falsopiano. Tutti, o quasi, immersi nell’ombra e con il suono della Tolminka, amplificato dalle profonde gole che ne fanno il suo letto, che ci accompagna.

Giunti ad una radura, si devia a sinistra, con l’ultimo strappo di un kilometro con pendenza spacca gambe… Ancora una curva ed ecco che si dischiude la vista e si intravede la chiesa di Santo Spirito Sv. Duh – Javorca. L’emozione ci coglie e ci lascia senza parole oltre che, per la salita, senza fiato e senza gambe…

E’ incredibile che, quassù, troviamo una siffatta opera dell’ingegno umano. La base è in pietra , e la muratura in legno di faggio, fatto portare appositamente dalla vicina Valle di Bohinj.  Costruita tra il marzo ed il novembre 1916, su volontà dei soldati dell’imperial regio, per ricordare i loro commilitoni caduti in guerra nei dintorni. I loro nomi e cognomi incisi nel legno recuperato dalle casse di munizioni. Austriaci, ungheresi, croati, boemi, ma anche italiani del 97° Battaglione Isonzo.



Un luogo per loro ma anche per i loro fratelli ancora vivi… Chissà cosa sentivano quando entravano nella pace di questo ambiente?  Per raccogliersi in silenzio davanti ad un Dio, un loro Dio. Per staccare i loro pensieri dalla vita di inferno e stenti, che è la guerra. La scritta PAX è sul fronte della facciata principale, sopra gli stemmi dell’Austria e dell’Ungheria (Indivisibiliter – Inseparabiliter) come a sottolineare che è il bene più alto, nonchè agognato e prezioso.

All’interno

Dentro, una guida in ottimo italiano, ci spiega le cose principali e la storia della chiesa commemorativa, che è aperta il sabato e la domenica  da maggio a settembre. Con la sua maglietta I Feel Slovenia, ci fa sentire , con trasporto emotivo, la passione per la storia e per il suo Paese. Ci sediamo e lo ascoltiamo in silenzio, intervallato a qualche domanda e curosiosità. Apprezza il nostro essere di confine, gli raccontiamo che nostro nonno Bepi, ha combattuto nelle file dell’imperial – regio in Galizia contro i russi. Ci parla di un albero isolato e gli raccontiamo che siamo di Gradisca d’Isonzo e che conosciamo bene quei posti. Ci parla della chiesetta commemorativa ungherese di Visintini e noi degli abitanti si Széged che dieci anni fa, riportarono quell’albero a San Martino del Carso. Poi il discorso cade su Rommel e non si ferma…


E’ una sensazione strana. Quando si esce sul sagrato e si vedono le valli dischiudersi sotto di noi. Quel verde che cento anni fa invece era solo grigio pietra. Quella aria fresca e quella piacevole sensazione di pace nell’aria. Ci ricorda che se è 73 anni che in Europa non ci sono più guerre (a parte la dolorosissima parentesi Jugoslava negli anni 90),  dobbiamo pensare che l’impegno non può venir meno, come il livello di attenzione non può abbassarsi. Il bordo del precipizio della idiozia umana deve sempre essere scongiurato dal ricordo degli effetti devastanti che la guerra provoca.


Tempo dieci minuti per riempire le  borracce sotto una fontana di acqua freschissima appena dietro la chiesa e per ammirare tutti gli stemmi imperiali dove riconosciamo lo stemma della città di Trieste e quello del Litorale Austro-Illirico (Contea di Gorizia e Gradisca, Margraviato d’Istria). Mirabilmente dipinti su tavole di legno su sfondo bianco. Rimontiamo in sella e ripercorriamo il percorso di andata fino a Zatolmin dove seguiamo le indicazioni per Tolminska Korita.

Le gole di Tolmino – Tolminska Korita

Lasciamo il centro visite sulla destra e proseguiamo in salita. Raggiungiamo in breve, un ponte sospeso sulle Gole della Tolminka. Lo strapiombo è mozzafiato, l’ambiente di incomparabile bellezza. Saliamo ancora un pò e lasciamo le bici e scendiamo a piedi per un sentiero ottimamente segnalato.


Le gole

Siamo sotto e ci godiamo la natura selvaggia che ci circonda. Passiamo la confluenza tra i torrenti Zadlaščica e Tolminka e le loro gole scavate da erosione millenaria. Poi si prosegue sul Ponte del Diavolo per raggiungere la sorgente termale. Si va a ritroso per esplorare Medvedova glava che è il nome
di un ponte naturale – grandi massi che chissà quando si sono inseriti fra le pareti del canyon della Zadlaščica.  E la parte della gola denominata Skakalce perché l’acqua della Zadlaščica salta letteralmente
da tonfano a tonfano ed irrora la zona con pittoresche cascate.


Le gole di Tolmino – Tolminska Korita

L’aria è freschissima e piuttosto umida. Ci voleva un pò di quiete dopo la salita per raggiungere la Javorca. Risaliamo e riprendiamo le bici e ritorniamo alla macchina per deliziare i nostri palati con un abbondante pranzo.

Guida pdf Gole di Tolmin – Tolminska Korita

Guida pdf Javorca Chiesa di Sv.Duh (Spirito Santo)

Distanza totale: 11363 m
Altitudine massima: 525 m
Altitudine minima: 154 m
Totale salita: 608 m
Total time: 01:03:44
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2 commenti su “Javorca e Gole di Tolmino”