Pocitelj vista dalla rocca del castello

Nei dintorni di Mostar

Nei dintorni di Mostar

Nei dintorni di Mostar ci sono un sacco di luoghi interessanti da visitare, per meglio conoscere l’Erzegovina. Abbiamo optato per noleggiare un auto presso l’autostazione delle corriere e la scelta si è rivelata indubbiamente azzeccata. Prima tappa del breve tour, Blagaj distante una diecina di kilometri dal centro di Mostar.


Blagaj

Blagaj Tekije
Blagaj Tekije

Il villaggio di Blagaj ospita il Monastero Derviscio costruito nel 15° secolo. Il complesso di Blagaj Tekija include tombe, stanze per la preghiera, stanze per gli ospiti, la cucina, i bagni, cortili interni e anche stanze per le abluzioni (Abdesthane). E’ un sito, armoniosamente incastonato in una specie di anfratto da cui sgorga acqua purissima. E’ la sorgente carsica del Buna (Vrelo Bune). L’acqua,  simbolo di vita eterna, come nelle parole di un versetto del Corano incise su di una targa.

“Noi siamo fatti, come ogni cosa vivente, da acqua”

Per arrivarci è necessario fare una breve camminata dal parcheggio posto alla fine del villaggio. A mio avviso, ci sono troppe attività commerciali che gravitano attorno a questo sito, e l’incantesimo a momenti si rompe. Tuttavia, basta evitare le ore di massimo afflusso e il luogo ridiventa un’oasi di pace.


Pocitelj

Pocitelj vista dalla rocca del castello
Pocitelj vista dalla rocca del castello

Il borgo di Pocitelj è un luogo indubbiamente più autentico sempre nei dintorni di Mostar dalla qa cui dista pochi kilometri. Si trova lungo la strada che conduce verso il mare, lungo la Neretva (Narenta). In un ansa del fiume, domina la valle a 360°. E’ un borgo costruito sulla roccia e pure i tetti sono fatti dello stesso materiale. Abbarbicato su strette stradine di pietra e muretti, dà l’impressione di un luogo quasi dimenticato. Non c’è sfruttamento turistico. Tutto è molto autentico. C’è qualche donna che vende frutta e altre che ricamano e mettono in vendita merletti e tovaglie fatte a mano. Il borgo conserva anche una meravigliosa moschea e una scuola coranica.


La moschea di Pocitelj
La moschea di Pocitelj
Pocitelj dalla torre e dalla rocca
Pocitelj dalla torre e dalla rocca

Gli artisti della Bosnia ed Erzegovina

Salendo verso la torre, ci ha incuriosito una casa tipica con una bellissima corte interna. La porta era socchiusa e così abbiamo pensato bene di entrarci. Ci siamo trovati di fronte ad una tavola imbandita, al fresco di una pergola, attorno alla quale erano sedute diverse persone. Ci hanno chiesto da dove venivamo. Italia…. Trieste… Uno di loro si è messo a cantare in italiano le arie di un’opera di Puccini e poi, per abbassare un pò i toni, l’Italiano di Toto Cutugno. Abbiamo scoperto di avere di fronte a noi, artisti della zona. O meglio i componenti dell’Association of Visual Artists of Bosnia and Herzegovina. Hanno lì la loro sede, con annessa galleria dove espongono le loro opere, per lo più pittura contemporanea. Ci hanno accolto in maniera splendida e abbiamo scherzato con loro, parlando un pò di sloveno, inglese, tedesco, bosansko e italiano. Insomma la nostra solita e impareggiabile macedonia di lingue.

Il saluto inappropriato del CuginoGò

CuginoGò, nel frattempo, per spiegare che Trieste si trova all’incrocio e al confine tra Austria, Italia e Slovenia, e quindi di tre mondi (latino, slavo, tedesco), pensava bene di mostrare inavvertitamente e ripetutamente tre dita, come i serbi quando “salutano”. Alla vista, ad alcuni di loro si rizzavano i capelli e quindi, con prontezza Goffredo correggeva subito  il tiro, cambiando sequenza di dita, suscitando l’ilarità generale. Ci dicevano che la domenica seguente era attesa molta gente a Pocitelj. Stavano infatti organizzando una grande festa – raduno di artisti, provenienti da tutta Europa. Un vero e proprio spettacolo. A malincuore ci siamo accomiatati da loro.  Avremmo voluto intrattenerci ancora a lungo.


Međugorje

Eravamo sempre nei dintorni di Mostar e poco distanti e così abbiamo deciso, dopo una breve sosta alle cascate di Kravica, di tornare nella città del Vecchio Ponte passando per Međugorje.

Arrivati in paese, sembrava di essere a Lignano Sabbiadoro durante le vacanze estive. Optiamo immediatamente per lasciar perdere la chiesa e il monte delle apparizioni e prendiamo invece una strada che sale. Ad un certo punto vediamo che c’è molta gente radunata e decidiamo di posteggiare l’autovettura. Vabbè visto che siamo qua, si può fare. E iniziamo così spediti la salita del Križevac, il monte sopra Međugorje. E’ un ammasso di pietre, anche taglienti. Tante sono le persone che salgono con noi.


In verità noi andemo sù ma…

All’inizio della salita, una ragazza, con spiccato accento triestino mi chiede “E’ la prima volta che salite ? Possiamo, insieme, fare un gruppo di preghiera ?”. Vedendo la mia faccia ammutolita e imperscrutabile, rinnova la sua richiesta con “se andate sù, la portate una preghiera anche per noi?”… Al che, non ho resistito, avrei voluto risponderle “Bambina,, hai due gambe come noi, e puoi salire come facciamo noi, senza fare troppe domande”.. ma visto che non volevo aggredirla, invece le ho detto, in perfetto triestino

“In verità noi andemo sù ma, semo un ‘poco moni’ “

ovvero stiamo facendo questo, anche se, probabilmente, non particolarmente guidati dalla fede …

CuginoGò, che era davanti a me, non riesce a trattenere le lacrime dal ridere e, chiaramente, si diverte per l’ennesimo sketch di giornata.


La salita al Križevac

Saliamo. Passiamo tutte le fermate. Tante sono le persone e i gruppi di preghiera. La maggioranza sono italiani, anche di regioni del Sud Italia. Mi piace sapere che tutte queste pietre sono state calpestate da centinaia di migliaia di persone prima di noi. Mi piace sentirmi una parte di tutta questa gente che sale. Sento che c’è qualcosa che unisce tutti. Non lo so se c’è un Dio. Se c’è, sicuramente è lo stesso Dio, è Allah e Brahma o Buddha. Ma ogni persona cerca una sua strada, percorre un suo cammino. E credo che se abbiamo il rispetto per le idee di ognuno è già un gran bel punto di partenza.

La croce finale

Ora se tante persone, contemporaneamente, vengono fino a Međugorje per salire il monte Križevac, cosa fanno di male? Salgono, tanti di loro scalzi. Magari nella vita reale, prendono l’ascensore per arrivare al secondo piano del loro condominio. Invece qua, lo spirito li aiuta e sicuramente si sentono meglio quando tornano nella loro auto. Poi, possiamo discutere del come e perchè, ma non è giusto giudicare nessuno a priori.

La salita non è banale, anzi. E’ veramente ripida e ci si aiuta con gli alberi che sono al suo margine. Arriviamo fino in cima, dove una croce bianca domina tutto. Una croce che ci unisce tutti. Una preghiera per i nostri cari e poi riscendiamo lungo il tragitto dell’andata.

 

Međugorje - Križevac
Međugorje – Križevac

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