Colori del Carso presso Colle Nero

Carso Bike Marathon

Carso Bike Marathon

Profilo altimetrico Carso Bike Marathon
Profilo altimetrico Carso Bike Marathon

Carso Bike Marathon è un percorso per Mountain Bike, attraverso il Carso Goriziano. La lunghezza e il dislivello altimetrico, presuppongono un ottimo grado di allenamento. C’è la possibilità sempre di tagliare parte del tragitto, accorciando a piacere e in base alle proprie capacità. Le salite sono abbastanza brevi, tuttavia impegnative anche per il fatto che sono su strada bianca o sentiero. Quelle che più appassionano, sono le discese, su fondo misto e talvolta molto tecniche. C’è sempre un connubio natura-storia che difficilmente si trova in altri luoghi.

Il Carso fu teatro, durante la prima guerra mondiale, delle dodici battaglie dell’Isonzo. Il percorso tocca molti punti di interesse storici, che difficilmente sarebbe possibile comprendere tutti, in un unico tragitto a piedi.

La partenza è da Gradisca d’Isonzo

Si passa l’Isonzo attraverso la “passerella di Sdraussina”. Si imbocca la Provinciale girando a destra e dopo duecento metri si svolta a sinistra, superando una sbarra, sottopasso ferroviario. Inizia la salita su sentiero che guadagna velocemente quota. Dopo un paio di chilometri si giunge al punto panoramico del Monte Stella. Si prosegue quindi per sentiero avvincente e dopo breve discesa si arriva alle prime case di San Martino del Carso.


La seconda parte del percorso

Si snoda tra San Martino del Carso, Marcottini e San Michele del Carso. Si inizia con una discesa mozzafiato, attraverso muretti a secco e per buona parte, percorrendo l’Alpe Adria Trail. Quasi giunti a Marcottini si svolta decisamente a sinistra. Si sale verso San Michele del Carso su asfalto e poi si prende in direzione Crnici – Case Neri. Si attraversa un bosco di Pino Nero e si imbocca a dx la strada carrareccia che punta verso la Zona Sacra del San Michele.


La terza parte

La salita presenta strappi e continui saliscendi. Si giunge alla sommità di Cima 3, dove si può far visita al Museo del San Michele. In discesa si percorre quindi il sentiero 32 Cippi. Al suo termine,  si attraversa la strada che sale da Peteano e si prende il primo sentiero a destra. La discesa è molto avvincente ma sempre infida. E’ buona regola porre attenzione al fondo e moderare la velocità. Si percorre il tratto finale del percorso vita “Il Sommacco” e si ritorna a Poggio III Armata. Qui ci attendono un paio di chilometri di asfalto “defaticante” fino a Peteano.


Quarta Parte

Si imbocca la strada asfaltata a destra che sale da Peteano verso il Monte San Michele. Dopo circa un km di salita, si devia a sinistra, seguendo le indicazioni per Usja-Boschini. Si attraversano le case del piccolo borgo (ora adibite ad alloggio agrituristico) e si riprende a salire in mezzo al bosco. Dopo un centinaio di metri, si dovrebbero seguire,  a destra,  le tracce di sentiero segnalate dal caratteristico segnavia bianco rosso. Il tutto per evitare di dover scavalcare il cancello sempre chiuso.

Si sale immersi nel bosco su sentiero oltremodo impegnativo. Dopo una salita estremamente faticosa, si incrocia,  di nuovo,  la strada asfaltato. Si oltrepassano le case di San Michele e lasciata la chiesa a destra si scende fino all’imbocco della carrareccia a sinistra. Percorriamo una strada battuta che conduce in dolce saliscendi, lungo tutto il percorso storico del Brestovec.

Si possono visitare le trincee e le cannoniere. Terminata la visita, si prosegue e poi si svolta a sinistra, direzione Devetaki. La discesa è estremamente tecnica ed appassionante e mette a dura prova la nostra Mountain Bike.


Quinta Parte

Giunti a Devetaki, si prende,  per un attimo,  la Strada Provinciale del Vallone (direzione Gorizia) e di fronte alla Trattoria da Miljo si svolta subito a destra. Si prende la prima strada bianca e si sale, con pendenza molto ragionevole e quasi defaticante. Sconfinando, si giunge al paese di Opatje Selo (Oppacchiasella) e dopo un centinaio di metri d’asfalto si gira di nuovo a destra. Si prende la carrareccia che sale abbastanza dolcemente.

Dopo un km circa, si giunge all’abitato di Nova Vas. In paese c’è un monumento commemorativo ai caduti ungheresi della Prima Guerra. Si prosegue sulla landa carsica e, ritornando in Italia, si scende per ripida discesa fino all’abitato di Bonetti. Ci si reimmette nella strada del Vallone, questa volta direzione Trieste e dopo qualche centinaio di metri si imbocca un sentiero che sale ripidissimo.

Per 10 minuti, quì è necessario prendere la bicicletta in spalla e salire, a piedi, la ripida erta sassosa. Dopo lo scollinamento, 300 m più avanti è possibile fare una piccola deviazione (segnale Casa Cadorna) che ci permette di raggiungere un punto molto panoramico e godere una visione d’insieme .


Sesta Parte

Si prosegue nella macchia carsica (Crni Hrib – Colle Nero) e sulle retrovie di quello che fu il fronte. Si scende ripidamente, lasciando il centro visite Gradina in basso a sinistra e si raggiunge, in breve, Doberdò del Lago. Percorriamo circa 300 metri su asfalto e poi prendiamo il cartello in direzione cimitero. Si prende la strada bianca che porta a Monte Sei Busi sopra Fogliano Redipuglia.

Ad un certo punto giriamo a sinistra, e svoltiamo in un sentiero su terra rossa. Inizia un single track estremamente appagante che costeggia il pascolo di asini allo stato brado. Si attraversa la strada che da Doberdò scende a Ronchi dei Legionari. Riattraversiamo la landa carsica e si scende quindi al Lago di Doberdò.


Settima Parte

Si costeggia il Lago di Doberdò in un ambiente paludoso di rara bellezza. Prendiamo poi la strada bianca in direzione del Lago di Pietrarossa. Piccola deviazione per il Centro Visite Pietrarossa. Si costeggia l’autostrada e si inizia di nuovo a salire. Entriamo a tutti gli effetti nel Carso Monfalconese, toccando cima 85 (Enrico Toti) e cima 121 (cima di Pietrarossa).

Negli ultimi anni è stato portato a termine un lavoro di recupero storico delle trincee della Prima Guerra Mondiale, Il percorso corre vicino e “dentro” la storia. E’ possibile fare delle brevi visite con l’aiuto di tabelle esplicative disseminate lungo il percorso. Si continua, in saliscendi,  dentro il bosco di pino nero e si rispunta in cima alla Rocca di Monfalcone. Punto dominante sulla pianura isontina. Si continua poi su single track sul crinale  e poi si scende al maneggio di Pietrarossa.


Tappa 8

Si prosegue lungo tre chilometri di pianura (finalmente) e asfalto, passando per la frazione di Selz e si raggiunge la frazione di Vermegliano (nel Comune di Ronchi dei Legionari). Qui si risale nuovamente sul Carso, su strada cementata (la rampa è veramente spacca-gambe, considerato anche l’acido lattico ormai accumulato in precedenza). Si attraversa la landa carsica, dove il sommacco e la terra rossa la fanno da padroni. Non mancano trincee e camminamenti della Prima Guerra Mondiale, nelle zone del Monte Sei Busi e di Dolina dei Bersaglieri.


Tappa 9

Si riprende per un centinaio di metri a scendere su asfalto e poi si svolta a destra su strada forestale. Dopo un chilometro si prende a sinistra un sentiero. Inizia un altro tratto di single track, di discesa estremamente tecnica. Si acquista velocità ma è sempre bene non esagerare. E’ veramente questione di un attimo, andare a gambe all’aria. Il fondo è piuttosto sdrucciolevole. Terminata la discesa inebriante, si gira a destra e si prende la strada asfaltata che porta all’abitato di Polazzo.

Prima della chiesetta si riprende a salire, direzione Alture di Polazzo. La salita è pedalabile (anche se, bisogna sempre averne di “birra in corpo”). Si scollina presso il ristoro agrituristico, Alture di Polazzo, in un ambiente rurale molto suggestivo. Ricominciamo poi a salire su strada forestale. Si lascia a destra il Cippo Corridoni e si arriva ancora , con salita pedalabile, al Monumento Brigata Sassari.


Tappa 10

Si scende per un sentiero su terra rossa battuta, meraviglioso,  ennesimo, single-track. Giungiamo alle alture di Castelvecchio dove, girando a sinistra, ci si reimmette sulla strada asfaltata. Si guadagna dolcemente, per l’ultima volta, quota e poi, finalmente, discesa finale mozzafiato verso Sagrado. Si ritorna a Gradisca passando a fianco della rosta, del canale De’Dottori e sul ponte sull’Isonzo e poi lungo l’argine al punto di partenza.

Se siete arrivati alla fine, sani e salvi, senza perdervi nel Carso, siete veramente dei super Mountain Bikers. Avete portato a termine la Carso Bike Marathon.

Lo sforzo è quasi da ironman o ironwoman ma la soddisfazione per esserci riusciti, non ha prezzo…. 


Distanza totale: 72248 m
Altitudine massima: 270 m
Altitudine minima: -6 m
Totale salita: 2651 m
Tempo totale: 04:15:22
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3 commenti su “Carso Bike Marathon”