Ciclovia Alpe Adria

Tempo Lettura: 4 min

Domenica mattino, svegli all’alba; ore 6.00, il termometro segna già 28 gradi all’ombra; unica soluzione che ci si prospetta, scappare dalla pianura: why not Ciclovia Alpe Adria Radweg? Yes of course, e allora di corsa… Alla garibaldina, caricare le due ruote sul portabici della lavatrice Suzuki. Preparare zainetti e asciugamani e “andersen”, accelleratore a tavoletta… Mission impossible.. Arrivare alla stazione di Carnia in tempo per prendere il treno delle 7:45… Waze prevede l’arrivo alla stazione alle 7:30.


Stazione Carnia

Alle 7:31 siamo sul piazzale. Tempo di vestirci, scaricare le bici e, Cristo dobbiamo ancora fare i biglietti… Prima di noi altri quattro cicloturisti che stanno facendo i ticket e smadonnando davanti alla biglietteria automatica… Aiutoooooo… ce la faremo? Certo che sì… Miracolo e alle 7:44 ho in mano i due biglietti e i due supplementi per il trasporto bici al seguito… Sento la campanella e l’annuncio del treno in arrivo.. Tempo di fare il sottopasso con la bici sulle spalle e vedo spuntare il treno… Adrenalina mattutina ma si parte !!!


Relax

36 minuti dura il tragitto fino a Tarvisio Boscoverde. Ci godiamo un pò di meritato riposo, su di un vagone davvero confortevole.. Si scende e recuperiamo i mezzi, dal vagone porta bici… siamo una bella tribù colorata, una ottantina in tutto hanno avuto la nostra stessa idea… 


La traccia

In fondo all’articolo, se ti garba, trovi la traccia scaricabile in formato gpx. Sul sito ufficiale ci sono anche le varie tappe del tragitto che, da Salisburgo, conducono fino a Grado. Quello che voglio dirti è che la parte da Tarvisio a Carnia è forse quella più defaticante. La discesa è praticamente continua e dolcissima. Il paesaggio, veramente incantevole. Certo se non ci fosse l’autostrada sarebbe veramente un paradiso. Ma vogliamo che gli amici austriaci vengano a Grado a trascorrere le loro ferie? Ed allora le vie di comunicazione devono esserci. Lo so, certi paesi sono stati sacrificati in modo spropositato. Penso a Dogna ma anche a Chiusaforte.


Lungo il tragitto

Credo appena prima di Malborghetto, incrociamo una masnada di cicloturisti “contro corrente”. Saranno un centinaio a percorrere il tragitto in salita. Scopriamo essere i partecipanti della Bike Night Alpe Adria 2018. Averlo saputo prima, potevamo aggregarci… Meglio la discesa però e quindi, ciao ciao …


Cascata Rio Cadramazzo

Prima di arrivare a Chiusaforte, vediamo a sinistra una tabella ciclistica che indica RIO CADRAMAZZO. Lasciamo le bici e prendiamo il sentiero che sale… sale molto ed è faticoso assai… smadonnando per bene, dopo un pò vediamo una traccia a destra che scende dentro un canyon… il tutto ci lascia abbastanza sconcertati.. il sentiero è franato.. c’è una scaletta a penzoloni su di una gola.. incoscienti la superiamo, per poi accorgerci che non è più possibile proseguire, se non per passaggi di primo grado che con le scarpe da tennis ai piedi non risulta consigliabile fare… Nostro malgrado ci vediamo costretti a desistere e imprecando ripercorriamo a ritroso il sentiero dell’andata…


Quanto siamo grulli

Riprendiamo le bici e dopo 20 metri vediamo la cascata… Noooo, ma siamo proprio “grulli” all’ennesima potenza… Avevamo “cannato” sentiero, si era preso il percorso super escursionistico che porta al Cuel de la Bareta e lungo il canyon… invece bastava fare trenta metri, e tac sulla sinistra (chiaramente senza la men che minima indicazione) si stacca una traccia sull’erba e poi un cartello inequivocabile “cascata” ci porta finalmente ai piedi dell’agognata Cascata del Rio Cadramazzo. Siamo solo noi, e quindi, una volta di più, non invidiamo i percorsi super segnalati e dettagliati che fanno gli amici austriaci. Personalmente preferisco “scoprire” la selvaggia bellezza, anche spodestando i santi in cielo, piuttosto che trovare un sentiero con le primule e i gerani e tutto il resto… Beh dai, ne è valsa la pena, certo mancava poco che, ci si lasciava la pellaccia… meno male che, una volta tanto, si è fatta la cosa più logica e ragionevole, siam tornati indietro e abbiamo trovato la “diritta via”…. Tempo per qualche foto e si rimonta in sella.

I ponti sul torrente Fella

Subito dopo oltrepassiamo un paio di ponti sul Fella. L’acqua è smeraldo.. E’ difficile trattenere Franco, che vorrebbe prendere la lenza e fare scorta di trote fario e marmorate, che fanno bella mostra di sè, sotto i piloni del ponte ferroviario.. Basta un cucchiaino argentato e, il mago dell’Ombrone le avrebbe portate a riva… Invece si prosegue, che si fa? baldanzosi e decisi proseguiamo la dolce discesa… 

Rio Cjampeit

Ci fermiamo a vedere la cascata del Rio Cjampeit prima di arrivare a Moggio Udinese. Una sosta veramente d’obbligo. Nonostante l’inquinamento sonoro, l’ambiente è davvero unico e vedere cascare l’acqua, praticamente dal cielo (diciamo da settanta metri…), regala sempre emozioni.

Rio Glagno

Dopo Campiolo, oltrepassiamo un ponte, vediamo della gente sul greto del ruscello, immersa nell’acqua. Sosta…. Portiamo le nostre mountain al seguito e scendiamo… Un posto meraviglioso ci attende, per mettere le nostre ossa a mollo per un pò. L’acqua è troppo invitante… Fredda all’inizio ma poi ci si abitua.. Limpida come in Corsica, però siamo in Friuli… Il Rio Glagno o Glagnò è un posto incredibile, per davvero. Le rocce bianche, la sabbia e il ghiaino che accarezzano i piedi e l’acqua che si può bere (non l’abbiamo fatto ma la tentazione era grande).. Praticamente neve e ghiaccio sciolti, dei vicini Monte Sernio e Grauzaria…


Un luogo davvero di incomparabile bellezza… Ci godiamo il fresco e poi ci mangiamo il panino che avanzava tra le riserve di cibo.. Ci riposiamo un paio di orette e poi di nuovo in sella, si ritorna al “campo base”, stazione Carnia… Domenica davvero speciale, e Ciclovia Alpe Adria promossa a pieni voti.

Distanza totale: 59885 m
Altitudine massima: 817 m
Altitudine minima: 251 m
Totale salita: 1073 m
Total time: 05:19:38
Scarica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *