Benjamin Clementine Concerto Teatro Regio a Parma

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Benjamin Clementine Concerto Teatro Regio a Parma

Benjamin Clementine Concerto Teatro Regio a Parma. 4 novembre 2016.  L’unica data italiana, per un appuntamento speciale e davvero imperdibile. La cornice del Teatro Regio e il festival Barezzi, nella sua decima edizione, trovano un interprete straordinario. L’Inizio del concerto alle 20.10, un orario piuttosto  inusuale per sedersi a teatro,  ma tant’è.

 

Salgono sul palco i musicisti

Tre violini, una viola ed il violoncello di Barbara le Liepvre, strumentista dotata di spiccata sensibilità. Spunta dal buio Benjamin Clementine con il suo famoso cappotto. E l’atmosfera che si crea immediatamente, lascia tutti noi in religioso silenzio. Il teatro è pieno in ogni suo ordine di posto. Anche dal loggione dove mi trovo io, l’acustica è ottima.

Chiudo gli occhi

Chiudo gli occhi per concentrarmi sulla musica. Tutto é perfetto.  Il silenzio è rotto solo da convinti e scroscianti applausi, dopo ogni canzone proposta.

Inizio Concerto

Si inizia con Then I Heard A Bachelor’s Cry,  con Clementine, scalzo, al pianoforte a una sola mano.  Con la sinistra invece ad accompagnare le note ed a muoversi a tempo,  nascosta sotto l’altro braccio. Per poi unirsi all’altra alla fine della canzone, con un crescendo vibrante.

Il concerto prosegue con una versione molto intima ed essenziale  di London, nulla a che vedere con quella proposta nel disco, forse un pò troppo “Simply Red“, anche se ugualmente intensa.  Per proseguire con Adios,  in un’esecuzione sontuosa e raffinata,   in cui la voce di Benjamin dà, a mio modo di vedere/sentire il meglio di sé.  Esplora tutte le corde della sua estensione,  quasi come un novello Buckley. Il teatro esplode in un applauso interminabile e fragoroso.

Brividi

I brividi che ci regala Clementine sono pazzeschi. Tra una canzone e l’altra, sussurra parole di ringraziamento. Parla piano il cantautore poeta londinese,  un po’ per innata timidezza o paura del microfono.  

O quasi per non voler disturbare chi ascolta. Si continua con gli altri pezzi,  tutti davvero straordinari,  contenuti nel suo primo album At Least for now. Nemesis e The People and I sono gemme con sfaccettature di tonalità e colori che riempiono di vibrazioni l’anima ed il cuore. Meravigliosa e strappalacrime  Cornerstone, dove Clementine inizia per poi interrompere l’incipit, quasi a voler godere a pieno del silenzio intenso e concentrato del pubblico. E si chiude la prima parte del concerto con una magnifica Winston Churchill’s Boy a spegnersi con le note sul piano con delicatezza di suoni che rapisce chiunque.

Seconda parte del concerto

Dopo breve pausa Benjamin ritorna sul palco, da solo. Si risiede al pianoforte. Riprende con I won’t complain con la sua voce che ritorna sovrana e c’è tempo per un fuori programma.

Qualcuno,  dalla galleria ha lanciato alcuni fogli bianchi,  che sono caduti nello spazio vuoto,  occupato solitamente dall’orchestra. E così Clementine scende e salta giù dal palco per raccoglierli. Comincia a leggerli e si crea un momento magico, irripetibile e di complicità semplice e intensa con noi spettatori.

Caruso

Qualcuno grida “Caruso” e lui chiede il coro del pubblico. Poi con balzo felino, rimonta sul palco per risedersi al piano. E così, lancia qualche nota della famosissima canzone di Lucio Dalla. Ora c’è tempo ancora per “this is the last song”, ovvero per la cover struggente di The River Man di Nick Drake.  Arrivano gli applausi finali ed il commiato di Clementine e degli artisti che lo hanno accompagnato, in un evento memorabile e grandioso. La sensazione è quella di aver assistito ad un concerto che resterà dentro l’anima, di chiunque  vi abbia potuto assistere. Il potenziale per diventare ancora più grande, c’è n’è.  Il talento e l’umiltà non gli mancano. 

Thank you Benjamin Clementine, see you soon… (I hope)

 

Bootleg

Per chi voglia sentire qualcosa, di seguito, metto a disposizione un bootleg molto (forse troppo) artigianale. Alla fine non aspettatevi la qualità di un’incisione professionale, non è, o meglio,  non era questo lo scopo. Il mio scopo è solo condividere un ricordo indelebile, assieme a chi c’era in teatro venerdì sera e che, magari, ha potuto vivere le mie stesse emozioni.

01 – Then I Heard A Bachelor’s Cry

02 – London

03 – Adios

04 – Nemesis

05 – The People and I

06 – Cornerstone

07 – Winston Churchill’s Boy

08 – I won’t complain

09 – fuori programma – Caruso (L.Dalla)

10 – River Man (N.Drake)

11 – (applausi finali)

Benjamin Clementine performing Caruso at Barezzi Festival #bf16

Gepostet von Lost in Groove am Freitag, 4. November 2016

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