Percorsi in bicicletta tra Collio, Carso ed Isonzo… sui luoghi della Grande Guerra nella provincia di Gorizia…
Percorsi in bicicletta tra Collio, Carso ed Isonzo… sui luoghi della Grande Guerra nella provincia di Gorizia…
Colonello Dragutin Dimitrijevitch (alias Apis), il capo dell'intelligence militare serba

L’attentato di Sarajevo – 5

Tempo Lettura: 2 min

L’ATTENTATO DI SARAJEVO – Gli eventi che lo hanno preceduto

I PROTAGONISTI PEDINE DI UNA TRAMA PIU’ GRANDE

Così gli assassini Princip, Cabrinovic e Grabez vennero ingaggiati e diventarono parte della cospirazione della “Crna Ruka” per uccidere Francesco Ferdinando. Probabilmente senza rendersene pienamente conto, erano diventati esecutori degli ordini dal colonnello Apis. Sebbene gran parte di ciò, rimanga avvolta nel mistero, sembra chiaro che l’idea di uccidere l’arciduca fosse stata loro ma che, nel cercare modi e mezzi per realizzarla, si fossero lasciati coinvolgere – consapevolmente o inconsapevolmente – nella rete della “Crna Ruka”, reclutati in un più vasto piano di omicidi che era in progetto da tempo. Accadde che la cospirazione della “Crna Ruka” coinvolse anche Danilo Ilic, il giovane rivoluzionario in cui la casa della madre a Sarajevo Princip era stato ospitato nel 1907. Alla fine del 1913, Ilic era un insegnante di scuola e co-editore di Zvono (la Campana), un giornale socialista che aveva fondato. Tuttavia, in segreto, era anche il capo della cellula della “Crna Ruka” a Sarajevo. Nel dicembre 1913 era andato a vedere il colonnello Apis a Belgrado.

PIANO PER UCCIDERE POTORIEK il Governatore della Bosnia

Non si sa cosa sia stato discusso, ma poco dopo, nel gennaio del 1914, il braccio destro di Apis, il maggiore Tankosic, convocò un incontro a Tolosa, in Francia. Tra i presenti c’erano Vladimir Gacinovic, il leader spirituale dei “Giovani Bosniaci” (che era anche segretamente capo del distretto della “Crna Ruka” per la Bosnia); Ilic (leader locale per Sarajevo) e Muhamed Mehmedbasic, un musulmano di 27 anni di Stolac in Erzegovina, un falegname di mestiere, che era desideroso di essere coinvolto in complotti armati contro gli austriaci. Lo scopo dell’incontro era di discutere i possibili obiettivi dell’assassinio. Dopo aver discusso varie opzioni, i partecipanti decisero di inviare Mehmedbasic (che aveva prestato giuramento come membro della “Crna Ruka” durante l’incontro) a Sarajevo per uccidere il generale Potiorek, il governatore della Bosnia. Tuttavia, questo piano andò storto quasi non appena è iniziato. Sulla strada per la Bosnia dalla Francia, la polizia perquisì, a causa di un furto, il treno di Mehmedbasic, e lui, pensando che la polizia potesse perquisirlo, gettò le sue armi, un pugnale e una bottiglia di veleno, fuori dal finestrino del treno. Quindi, dovette iniziare a cercare le armi sostitutive. Tuttavia, prima che riuscisse a trovarne, Ilic lo convocò a Mostar e lì, il 26 marzo, gli disse che Belgrado aveva deciso di rinunciare alla missione di uccidere Potiorek. Il piano era ora quello di uccidere Francesco Ferdinando e Mehmedbasic avrebbe dovuto restare pronto per la nuova operazione. A metà aprile del 1914 Princip a Belgrado scrisse a Ilic a Sarajevo e, in una lettera in codice, gli rivelò che lui e due suoi amici stavano progettando di uccidere l’Arciduca. I due erano rimasti in contatto da quando erano diventati amici nel 1907, ma è del tutto possibile – anzi molto probabile – che Princip non fosse a conoscenza del fatto che Ilic fosse già coinvolto nella stessa cospirazione. In ogni caso, Ilic immediatamente accettò di aiutare Princip nell’esecuzione del suo piano. Fiducioso che le armi sarebbero arrivate, Princip gli chiese di trovare un secondo trio di assassini che potesse unirsi a loro nel tentativo.

L’attentato di Sarajevo – 4                               < —————– >                            L’attentato di Sarajevo – 6

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *